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Dopo un mini-tour che ha toccato mete come Singapore, Malesia e Thailandia, i viterbesi Inside Process rilasciano questo full-lenght d'esordio intitolato "Shade the Sun" promosso dalla sempre più attiva Kick Agency. Sulla scia di Killswitch Engage, As I Lay Dying e Caliban gli Inside Process offrono una valida e fresca alternativa al vasto mercato metal-core con un album genuino, aggressivo, prodotto in maniera strepitosa ed impreziosito da una versatilità ritmica davvero trascinante. L'immediatezza e l'impatto sono devastanti e gli scenari melodici che di tanto in tanto squarciano questo muro apparentemente invalicabile servono inoltre a mantenere inalterate le tipiche caratteristiche del genere, se non altro per la gioia dei numerosi proseliti. Le chitarre scintillanti di Filippo ed Angelo non conoscono soste, così come l'indiavolata batteria di Simone, precisissima ed inarrestabile dall'inizio alla fine. Un sound ricco ed estroso che riesce a levarsi di dosso lo spettro della prevedibilità con una manciata di songs isipirate e letali come "Sunset of my Hope", "The Better Way", "Labyrinth" e "Betray Me". Una band che lascia il segno fin dal primo ascolto e partita con il piede giusto. Se gli Inside Process saranno in grado di ripetersi e magari migliorarsi per loro le cose potrebbero farsi molto interessanti.
Top Song: "Labyrinth"
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