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Gli italianissimi Lunarsea cambiano etichetta e, dopo aver raggiunto un accordo con la nostrana Punishment 18 Records, possono finalmente rilasciare il secondo atteso album battezzato "Route Code Selector". Lasciati alle spalle anche due promo ed una considerevole attività live che comprende la partecipazione ad importanti festival greci ed ungheresi oltre al nostro Gods of Metal (edizione 2007) il combo capitolino si presenta a noi oggi come fiero portabandiera di un movimento che pare non conoscere tramonto : lo swedish death metal. Tralasciando la solita barbosa lista dei numi tutelari o pionieri del suddetto genere ci limiteremo a descrivere i Lunarsea per quello che sono, ovvero dei preparatissimi musicisti ai quali non si può certo rimproverare di non aver tentato di infondere freschezza ed attualità a trame strumentali per certi versi obbligate. La produzione di altissimo livello conferisce a tracce come l'opener "Magnitude 9.6", la seguente "Metamorphine" e le terremotanti "Found me Cryogenized" e "Infinite Process One", tanto per citarne alcune tra le più rappresentative, una veste aggressiva ed esplosiva che fa delle improvvise aperture melodiche e del tentacolare drumming di Stuart i veri punti di forza di una scrittura variegata, dinamica e mai banale. L'album si chiude con due signore songs che rispondono al nome di "Sulphur's Song, The Swan Died" e "Subspace Transition" che faranno brillare gli occhi (e le orecchie) di tutti gli appassionati. Una band forse giunta fuori tempo massimo ma da tenere in serissima considerazione.
Top Song: "Sulphur's Song, The Swan Died"
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